Si chiama “inibitori di frequenza” l’operazione conclusasi oggi con l’arresto di due napoletani e partita lo scorso anno a seguito della denuncia di un cittadino italiano derubato dei beni che custodiva in auto presso l’area di servizio Adige Ovest. I furti realizzati da un’organizzazione criminale erano possibili grazie all’ausilio di un congegno elettronico denominato “Jammer”; quest’ultimo nascosto nei collegamenti elettronici delle autovetture, inibiva la chiusura delle stesse permettendo ai malviventi di agire indisturbati dopo l’allontanamento del proprietario
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